NON SI TROVA PERSONALE

Basta lamentarsi che "non si trova personale": come i veri leader dell'ospitalità creano brigate indistruttibili.

November 04, 2026•3 min read

Siamo onesti. Se c'è una frase che rimbomba nei gruppi Facebook dei ristoratori, nelle hall degli alberghi e dietro i banconi dei bar di tutta Italia è questa: "I giovani non hanno più voglia di lavorare, non si trova personale".

Il sogno segreto di ogni titolare F&B è scovare quel ragazzo o quella ragazza magari alla prima esperienza, ma con la scintilla negli occhi. Quello che arriva in orario, che ha fame di imparare, che non guarda l'orologio e che in pochi anni può diventare il tuo Maitre, il tuo Restaurant Manager o il tuo Sous Chef di fiducia.

Ma c'è un problema di fondo: puoi avere il locale con il design più pazzesco della città, il forno Josper di ultima generazione o la cantina più fornita della regione... ma se il tuo ecosistema aziendale è tossico, quella giovane promessa, se per puro miracolo ti entra dalla porta, scappa dopo una settimana.

Le aziende della ristorazione che oggi prosperano (e che non hanno mai l'annuncio "cercasi personale" perennemente esposto in vetrina) hanno capito una verità scomoda: i talenti non si cercano, si attraggono.

E no, non è (solo) una questione di chi offre la paga oraria più alta.

È una questione di cultura e di sistemi operativi. Vediamo cosa significa in pratica.

1. Il terrorismo psicologico non è "leadership"

In molte cucine o sale, l'errore è vissuto come una tragedia greca. È sabato sera, il locale è imballato, un commis alle prime armi fa cadere un vassoio o sbaglia una comanda importante. Come reagisce il titolare o l'Executive Chef? Se la risposta è "urla, umiliazione pubblica e scaricabarile", hai appena perso il rispetto di quel collaboratore. Le aziende che formano i campioni sanno che l'errore fa parte del gioco. Il leader risolve il problema durante il servizio e, a bocce ferme, analizza la procedura per capire perché è successo. Se terrorizzi chi sbaglia, avrai solo uno staff paralizzato che non prenderà mai un'iniziativa.

2. Formazione: il vero scudo contro il turnover

Molti ristoratori mi dicono: "Francesco, ma se io pago un corso sul vino, sul food cost o sulle tecniche di vendita al mio cameriere, e poi questo se ne va? Ho buttato i soldi!" La mia risposta è sempre la stessa: "E se non lo formi, e questo decide di restare nel tuo locale per vent'anni a fare danni e a far scappare i clienti?" I ragazzi in gamba hanno un bisogno viscerale di crescere. Se li releghi a portare piatti su e giù per la sala senza mai spiegargli un abbinamento, senza insegnargli come si fa upselling in modo elegante, si annoieranno. Investire su di loro facendogli affiancare il Sommelier o il Direttore li fa sentire parte di un progetto.

3. Autonomia: smettila di fare il vigile urbano

Se un cliente in sala o in hotel si lamenta per un disservizio, cosa deve fare il tuo personale? Deve venire a cercarti in ufficio o in cucina per chiederti il permesso di offrire un amaro o stornare un dessert dal conto? Se non dai un budget di autonomia ai tuoi ragazzi, non stai creando dei professionisti, ma dei robot esecutori. I veri talenti vogliono responsabilità. Dagli delle regole chiare, fissa dei paletti (es. "avete un budget di 20€ a tavolo per gestire i reclami in autonomia"), e poi lasciali lavorare. Si sentiranno padroni di casa, non semplici dipendenti.

Il cambio di paradigma

Le giovani promesse, quelle che fanno fare il salto di qualità al fatturato e alla reputazione del tuo locale, hanno il radar per l'incoerenza. Capiscono subito se i tuoi valori sono reali o se sono solo chiacchiere.

Se vuoi una squadra che lotti per la tua insegna, smetti di cercare il "fenomeno" da spremere. Inizia a costruire un posto di lavoro in cui le persone meritocratiche vengano premiate, dove si insegni un mestiere vero e dove la qualità della vita (sì, anche i turni di riposo) sia rispettata.

Quando crei un'azienda del genere, non dovrai più fare colloqui disperati. Saranno i migliori a mandarti il curriculum per chiederti di entrare.

Francesco Nacci

Francesco Nacci

Ciao, sono Francesco Nacci. Ristoratore, albergatore ed esperto di marketing turistico: da oltre 30 anni mi occupo di gestione e sviluppo strategico per ristoranti e hotel in Puglia, in Italia e all'estero.

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