
Se ti dico “pranzo”
Se ti dico “pranzo”, molti ristoratori fanno questa faccia: 🙄
“Eh ma qui a pranzo non viene nessuno.”
Oppure: “Sì, vabbè, a pranzo fanno tutti il panino.”
Poi però succede una cosa curiosa: intorno a te ci sono uffici, cantieri, negozi, professionisti, gente che lavora… e tutti, in qualche modo, mangiano.
Quindi il problema non è che non esiste domanda. Il problema è che tu non hai un’offerta pranzo che risolve un problema.
A pranzo non vince chi è “più gourmet”.
Vince chi è più comodo, più chiaro e più veloce.
La gente a pranzo compra 3 cose:
tempo (non vogliono aspettare)
semplicità (non vogliono scegliere tra 40 piatti)
certezza (vogliono sapere cosa spendono e quanto ci mettono)
Se il tuo pranzo non promette queste tre cose, sei fuori gara.
Gli errori classici che ammazzano il pranzo
Menu uguale alla sera
A pranzo il menu lungo è un dissuasore, non un valore.Tempi “a sentimento”
Se il cliente non sa quanto ci mette, scappa. Punto.Prezzi confusi
Non serve essere economici. Serve essere chiari.Nessuna proposta “pronta”
Se uno deve chiedere, aspettare, trattare… è già tardi.
La versione pranzo che funziona (senza svenderti)
Ti do una struttura semplice che puoi adattare a qualsiasi locale:
3 proposte fisse, sempre uguali per 30 giorni
Una leggera
Una “piena”
Una premium
Poche scelte, zero caos.Tempo promesso
“Pranzo in 45 minuti” oppure “entro 60 minuti”.
Se non lo prometti, nessuno si fida.Una proposta “piatto del giorno” che cambia
Ma deve essere una sola, non 12.Prenotazione e ordinazione facilissime
Telefono, WhatsApp o passaggio: ma devi far capire subito cosa devono fare.
E la cosa più importante: il pranzo non si vende con la poesia. Si vende con la chiarezza.
Esempio pratico (per capirci)
Se scrivi “menù pranzo” e basta, non stai dicendo nulla.
Se invece comunichi:
pranzo veloce
3 scelte
tempo garantito
prezzo chiaro
allora sì che uno dice: “Ok, ci vado.”
Domanda secca
Nel tuo locale a pranzo il problema è più “non entrano” o “entrano ma spendono poco”?
😅