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Delivery

March 03, 20262 min read

Delivery: stai incassando o stai solo facendo volume per gli altri? 😬


Il delivery è una buona cosa. Punto.
Il problema è che molti ristoratori lo gestiscono come un “extra” e poi si stupiscono se a fine mese resta poco.

La scena tipica è questa:
Suona l’ordine.
La cucina corre.
Lo staff impacchetta.
Parte il rider.
Tu pensi: “Ottimo, altri soldi.”

Poi apri i conti e ti viene un dubbio velenoso:
“Ma com’è che lavoro di più e mi resta meno?”

Benvenuto nel delivery fatto male: tanto movimento, poco margine. 🙃

Il motivo è sempre lo stesso: stai vendendo come se fossi in sala, ma con costi che non sono quelli della sala.
E quindi il margine non evapora “per colpa delle piattaforme”. Evapora perché tu non hai costruito un prodotto delivery.

La verità che ti salva
Delivery e sala sono due prodotti diversi.
Se li tratti uguali, perdi soldi.

E adesso ti dico le 6 cose che, se le sistemi, cambiano tutto. Non domani. Subito.

  1. Il menu delivery non può essere il menu sala
    Se un piatto in sala è spettacolare, a casa può diventare triste in 18 minuti.
    E il cliente non dice “era il trasporto”. Dice “non era granché”.
    Quindi fai una cosa semplice: scegli i piatti che viaggiano bene e taglia il resto.
    Meno scelta, più qualità percepita, meno casino in cucina.

  2. Il prezzo non è un’opinione
    Se ci sono commissioni, packaging, gestione e tempi diversi, il prezzo deve essere coerente.
    Se non lo fai, stai regalando margine e ti stai raccontando che “eh ma la gente non paga”.
    La gente paga eccome, se la proposta è chiara.

  3. Packaging: o lo testi o ti stai autosabotando
    Il packaging non è una scatola. È parte del piatto.
    Se arriva moscio, rovesciato o inzuppato, hai perso il cliente.
    Testa 3 packaging. Scegline 1. Stop.
    Quello giusto ti aumenta recensioni e riacquisto senza fare marketing.

  4. Non esiste delivery senza due extra fissi
    In sala vendi bevande e dolci perché li proponi.
    Nel delivery se non li “progetti”, non partono.
    Quindi: scegli due extra semplici e mettili sempre davanti agli occhi.
    Uno facile (bevanda/contorno) e uno goloso (dolce).
    Sono quelli che ti salvano lo scontrino.

  5. Metti un limite agli ordini o ti ammazzi la sala
    Se il delivery ti intasa la cucina, stai distruggendo l’esperienza in sala.
    E la sala è dove costruisci reputazione e ritorno.
    Quindi sì: a volte devi dire “stop”.
    È meglio perdere 5 ordini che perdere 20 clienti in sala.

  6. Se il delivery è anonimo, sei uno dei tanti
    Il cliente ordina, mangia, fine.
    Se non lasci un segno, non esisti.
    Ti basta una “firma” nel sacchetto: un dettaglio coerente, sempre uguale.
    Non dieci cose. Una.

Domanda secca
Il tuo delivery oggi ti fa margine o ti fa solo volume?
Se ti va, dimmi che cosa vendi di più e su che piattaforma sei: spesso il buco è sempre nello stesso punto. 😅

Ciao, sono Francesco Nacci.

Ristoratore, albergatore ed esperto di marketing turistico: da oltre 30 anni mi occupo di gestione e sviluppo strategico per ristoranti e hotel in Puglia, in Italia e all'estero.

Francesco Nacci

Ciao, sono Francesco Nacci. Ristoratore, albergatore ed esperto di marketing turistico: da oltre 30 anni mi occupo di gestione e sviluppo strategico per ristoranti e hotel in Puglia, in Italia e all'estero.

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