sarai tu il prossimo?

29000 ristoranti che chiudono nel 2024

January 02, 202611 min read

29.097 ristoranti chiusi nel 2024. VENTINOVEMILANOVANTASETE

Il prossimo puoi essere tu. A meno che tu non scelga adesso.

Ebbene sì, Caro mio , Cara mia. il mio 2026 per te parte ruvido.

Nel 2024 in Italia hanno chiuso 29.097 imprese della ristorazione.

RILEGGI: 29.097

Non è una statistica. È un avvertimento. (fonte ANSA.it)

Non 29. Non 290. Non 2.900.

Oltre 29.000.

Il numero preciso, nel Rapporto sulla Ristorazione 2024 (FIPE-Confcommercio), è questo: 29.097 cessazioni, a fronte di 10.719 nuove imprese. Saldo negativo: 18.378 attività.

E ora arriva la parte che ti farà arrabbiare: anche loro cucinavano bene.

Anche loro avevano “prodotto del territorio”.

Anche loro avevano una location dignitosa.

Anche loro avevano un servizio fatto con cura.

Anche loro avevano una cantina seria.

Esattamente come te.

Lo so: leggendo queste righe oggi mi odierai.

Ma fra quattro mesi, se fai la scelta giusta, mi ringrazierai.

Perché la verità è una sola: il prossimo potresti essere tu.

Il paradosso che ti manda fuori di testa (e che nessuno ti dice in faccia)

Il 2024 è stato anche un anno record per i consumi alimentari fuori casa: 96 miliardi di euro.

rileggi anche questo 96 MILIARDI DI EURO

Quindi non è vero che “la gente non esce più”.

Non è vero che “non c’è più soldi”.

I soldi girano.

Semplicemente, hanno cambiato direzione.

Vanno a chi è chiaro.

Vanno a chi è riconoscibile.

Vanno a chi ha un’identità netta.

E smettono di arrivare a chi è “uno dei tanti”.

Ecco cosa ha funzionato (per chi cresce mentre gli altri diventano statistica)

E qui voglio essere pratico, con esempi italiani che capisci al volo, perché sono la prova vivente di una cosa semplice: quando rendi visibile e riconoscibile la tua promessa, il mercato ti premia.

Pescaria

Ha fatto una scelta che tanti ristoranti di pesce non hanno il coraggio di fare: far vedere il pesce, farlo diventare il centro del racconto, trasformare il prodotto in identità. Non “ristorante di pesce” generico. Un format riconoscibile, con pesce protagonista, senza il solito teatrino del “fresco, fresco” detto a voce.

Urban - Assassineria urbana

Da Bari ha costruito una proposta talmente chiara e replicabile da poter pensare di portarla anche su piazze più complicate come Milano. Quando un brand nasce con un posizionamento vero, può uscire dal quartiere e non morire nel primo incrocio. Aprea brreve a Milano!

Ristorante da Tuccino a Polignano e Ristorante Al Pescatore da Onofrio a Bari

Due casi che spiegano benissimo la differenza tra “serviamo pesce” e “costruiamo desiderio”.

Banco del crudo, pesce fresco in stile pescheria, prodotto in evidenza.

Non devi immaginarti il pesce.

Lo vedi.

E quando lo vedi, lo desideri.

Questo è posizionamento applicato al piatto, non alle parole.

Le Lampare Al Fortino a Trani

Qui il gioco è ancora più chiaro: eleganza del servizio, ingredienti esclusivi come caviale, tartufo bianco e grandi Champagne disponibili praticamente tutto l’anno.

Non è “ristorante vista mare”.

È una promessa di status, esperienza, rarità.

Tu entri e capisci immediatamente in che mondo sei entrato.

E quando un locale ti fa capire il mondo, ti fa anche accettare il prezzo.

Trippa - Milano, l’osteria di Milano

Sempre pieno, sempre sold out, da anni.

Perché?

Perché non cerca di piacere a tutti.

È una trattoria come "alla milanese" comanda, con tagli di carne e ricette all’antica.

Ossobuco, trippa fritta, vitello tonnato.

Identità netta.

Esperienza coerente.

Il cliente non ci va per “mangiare qualcosa”.

Ci va per vivere quella cosa.

o ancora Miscusi la Catena dedicata alla pasta fresca, con comunicazione e format “solo pasta” (e derivati).

Dispensa Emilia Format Emiliano (tigelle, gnocco fritto, primi emiliani) con rete nazionale in forte crescita.

Trapizzino

Street food romano (cucina romana “in tasca”), con sedi a Roma e in altre città.

per non parlare delle Pizze:

PIZZA “CON UN’IDEA PRECISA” (focus: una tipologia, un’esperienza, una promessa immediata)

Alice Pizza

Pizza al taglio: numeri importanti e format replicabile.

Spontini Milan

Pizza “al trancio” stile Milano, catena oltre 30 pizzerie tra Italia ed estero.

Rossopomodoro

Posizionamento su pizza e cucina napoletana, rete “oltre 100 ristoranti” dichiarata dal brand.

PIZZIUM

Pizza napoletana con identità forte (anche “pizze regionali” come storytelling); numeri di rete e crescita riportati dalla stampa di settore.

Ecco il punto.
Questi locali non vincono perché “fanno marketing”.
Vincono perché hanno una promessa chiara, visibile, ripetibile.
E la comunicazione serve solo a amplificare qualcosa che esiste già

Ma Francesco io mica devo aprire un fast food o una intera catena di ristoaranti

Non ti serve diventare una catena.
Non ti serve diventare fast food.
Non ti serve snaturarti.

Ti serve diventare inequivocabile.

Ora ti faccio un esempio concreto.

Mettiamo che tu voglia aprire (o riposizionare) una braceria.

La tua idea potrebbe essere: Costine e carne alla brace a buon prezzo!
Peccato che esista già Roadhouse.

E se tu pensi anche solo per un secondo di fargli concorrenza diretta sullo stesso campo, stai andando a cercarti il fallimento con la forchetta.

Perché Roadhouse non è “un ristorante”.
È una macchina industriale.

Qualche numero, così capiamo di cosa stiamo parlando.

  1. Dimensione e rete
    Roadhouse ha 200 locali, più altri brand del gruppo come Calavera e Billy Tacos.

  2. Potenza commerciale e marketing
    Roadhouse ha:
    2.000.000 iscritti al programma community
    1.150.000 iscritti alla newsletter
    420.000 fan Facebook
    51.000 follower Instagram

Tu, invece, SEI SOLO e spesso hai, se va bene:
un profilo social che pubblichi quando “hai tempo”
un database clienti che sta in un quaderno o nella testa
nessun sistema che faccia tornare il cliente giusto (devi installar Plateform con noi!)

  1. Numeri economici e struttura
    Roadhouse S.p.A. risulta con circa 203 milioni di euro di fatturato e circa 3.440 addetti (bilanci 2023).

  2. Il livello sopra: il gruppo
    Roadhouse è controllata dal Gruppo Cremonini, che nel 2024 dichiara ricavi per 5.887,5 milioni di euro.
    Nel perimetro del gruppo risultano anche le società della filiera carne, controllate al 100%.

E nel 2025 Roadhouse è stata incorporata in Chef Express, creando una realtà da 828 milioni di fatturato, 600 punti vendita e 9.900 dipendenti.

Ora dimmi: davvero vuoi fare la stessa cosa, ma più piccolo?

Quando Roadhouse ti piazza le costolette a 9,90 in promo e si porta dentro gente a flusso, tu non stai competendo con un ristorante.
Stai competendo con un sistema che può permettersi di schiacciare i margini per comprarsi traffico, volumi e abitudine. E tu muori.

E qui la frase che ti salva la vita è questa:
non devi battere Roadhouse.
Devi diventare l’alternativa che Roadhouse non potrà mai essere.
(cit Frank Merenda)

i 3 passi facili facile per "vincere contro Roadhouse" (ti aiutiamo noi di RistoratorePro, tranquillo!)

A) POSIZIONAMENTO: Non sfidare il gigante, cambia campo.

Al Ries, il padre del posizionamento, lo dice chiaro: nella mente del cliente c’è spazio per uno, massimo due brand per categoria. Roadhouse occupa già la posizione “steakhouse americana per famiglie”. Quella casella è presa. Tu non devi prendere quella posizione. Devi crearne una nuova.

5 esempi di posizionamenti non confrontabili con Rodhouse:

  • La braceria della Podolica (se sei in Puglia, o della Chianina se sei in Toscana o vuoi ricordarla): Solo carne certificata, provenienza dichiarata, storia dell’allevatore sul menu. Sei il tempio della razza pura, non una griglieria generica.

  • La braceria a fuoco vivo: Niente gas, niente piastre elettriche. Solo legna e carbone. Offri l'esperienza primitiva e il teatro della fiamma che una catena industriale non può replicare.

  • La braceria delle frollature estreme: Dry aging a 60, 90, 120 giorni. Ti rivolgi agli intenditori disposti a pagare il giusto. Nessuna competizione con i menu low-cost. Quelli lasciali pure a Roadhouse

  • La braceria del territorio: Solo carni locali e fornitori a km zero. Vendi l'autenticità e il legame con la terra contro la standardizzazione globale.

  • La Macelleria con cottura: Braceria con Macelleria a vista dove il cliente sceglie il taglio, spiegazione delle tecniche e cultura della carne. Non vendi solo un piatto, vendi conoscenza.

In nessuno di questi casi sei in competizione con Roadhouse. Chi vuole le costine facili a 12,90€ va da loro; chi cerca un'esperienza viene da te: HAI VINTO!


B) MARKETING A RISPOSTA DIRETTA: Misura ogni centesimo.

Ogni euro speso deve generare un risultato tracciabile: un contatto, una prenotazione, un ritorno.

Non generi abbastanza soldi e non hai cassa per rincorrere (e pagare i "cuoricini" e i "like" anche se la tua "uebbagensi" te li vorrebbe spacciare per "ottimo risultato").

Ecco invece 5 mosse concrete:

  1. Lista contatti dal giorno zero: Ogni cliente deve lasciarti email o telefono in cambio di un incentivo. In 6 mesi hai un database di proprietà che vale oro. Con plateform parti a fare questo prima ancora di aprire

  2. Offerta di primo ingresso: "La tua prima costata è a metà prezzo". Se mangiano bene, torneranno a prezzo pieno.

  3. Programma referral: "Porta un amico che non è mai stato qui: il dolce è omaggio per entrambi". Il cliente diventa il tuo venditore.

  4. Recensioni guidate: Chiedi il feedback a fine pasto. Più recensioni su Google significano scalare il ranking e farsi trovare organicamente. Se la chiedi te la danno, la recensione! (in media lo fa il 30%)

  5. Eventi periodici: La "Serata della Podolica" a posti limitati. Crea urgenza e abitudine. Le catene non fanno eventi, tu sì.


C) NUMERI E AUTOFINANZIAMENTO: La cassa è un’arma.

Se non controlli i numeri, sei morto. Devi conoscere: Scontrino medio, Coperti, Food Cost (30-35%) e Margine.

Esempio pratico:

  • 100 coperti al giorno x 28€ (scontrino medio) = 84.000€/mese.

  • Sottrai Food Cost, Personale, Affitto e utenze: Utile lordo circa 16.920€/mese.

  • Se alzi lo scontrino medio a 32€, l'utile sale a quasi 29.000€. 4 euro che cambiano tutto. Lo fai facilmente addestrando i tuoi camerieri a diventare venditori di upsell (versioni premium, porzioni big, doppio contorno etc) e crossell (buone bottiglie di vino ad alto margine per te, liquori e caffè con il dolce, antipastini in attesa della cottura, etc)

Cassa anticipata:

  • Abbonamenti alla carne: 10 cene prepagate scontate di un X%. Ma tu incassi subito e reinvesti in pubblciità che portano altri clienti.

  • Gift Card: Liquidità immediata vendendo credito futuro.

  • Eventi prepagati: Per le serate speciali si paga al momento della prenotazione.


La frase che ti sta uccidendo invece è :

“Facciamo un po’ di tutto così accontentiamo tutti.”

Nel 2026 questa frase non è prudenza.
È suicidio lento.

Perché oggi il tuo vero concorrente non è la braceria accanto.
È lo smartphone del tuo cliente.

Dentro quel telefono c’è un’offerta infinita.
Confusa.
Ridondante.

E quando tutto sembra uguale, il cervello sceglie ciò che capisce al volo.

Chi è chiaro vince.
Chi è “anche” perde.


Riepilogando

ecco la via intelligente del metodo RISTORATOREPRO ...

Non devi competere sul prezzo.
Non devi competere sul menu infinito.
Non devi competere sul “ne abbiamo più di loro”.

Devi competere su ciò che loro non possono fare.

Posizionamento, tradotto in lingua ristoratore, significa questo:

  1. Scegli chi vuoi servire (e chi no)
    Non “tutti”. Un segmento preciso.

  2. Scegli una promessa unica
    Non “carne buona”. Troppo generico.
    Qual è la tua promessa? Tagli rari? Cotture rituali? Selezione limitata e intoccabile? Esperienza guidata? Carta vini con una logica? Un servizio che crea status? Una storia credibile?

  3. Costruisci un menu che ti fa guadagnare
    Meno piatti, più controllo.
    Meno dispersione, più margine.

  4. Metti la comunicazione al servizio della strategia
    Il contenuto non deve piacere.
    Deve far prenotare il cliente giusto e farlo tornare.

  5. Crea un sistema che ti protegge
    Database, ritorno, prenotazioni, regole chiare, proposta chiara.
    La differenza tra “ristorante pieno” e “ristorante sano” è spesso qui.


I nemici comodi (che ti racconti per non guardarti allo specchio)

Il ristoratore medio se la prende con:
il cliente incontentabile
le piattaforme
il personale
l’agenzia web
il periodo
la concorrenza

Tutto vero. Tutto comodo.

Ma il nemico che ti fa finire nella lista dei 29.000

CHE CHIUDERANNO ANCHE QUEST'ANNO è un altro:

l’illusione che basti lavorare di più, pubblicare di più, fare più cose, per tornare come prima.

Non torni come prima.
Perché prima non esiste più.


Ora immagina il dopo (e dimmi se lo vuoi davvero)

  • Immagina tra quattro mesi:

  • menu più snello e più redditizio

  • clienti più in target

  • meno sconti inutili

  • prenotazioni più stabili

  • comunicazione che porta coperti, non like

  • margini più alti e testa più leggera

  • Non è motivazione.
    È strategia applicata.

E sì, serve carattere.
Perché dovrai smettere di inseguire chiunque e iniziare a scegliere.

Anche di cambiare fornitori storici ad esempio, come la tua "webagency" acchiappalike che vorrebbe farti fare i balletti su TikkeTokke


Ho un ultima domanda (poi decidi)

Vuoi continuare a sperare di non essere il prossimo dei 29.000?

Oppure vuoi fermarti, guardare i numeri in faccia e costruire una strada nuova, sensata, profittevole?

Noi di RistoratorePro lavoriamo su questo: posizionamento, strategia e marketing che porta clienti in target, più fatturato e più utile: creaimo un ecositema che ti sostiene e spinge verso di te i clienti giusti.

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Serve a capire una cosa sola: sei pronto a cambiare davvero?

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Francesco

Ciao, sono Francesco Nacci.

Ristoratore, albergatore ed esperto di marketing turistico: da oltre 30 anni mi occupo di gestione e sviluppo strategico per ristoranti e hotel in Puglia, in Italia e all'estero.

Francesco Nacci

Ciao, sono Francesco Nacci. Ristoratore, albergatore ed esperto di marketing turistico: da oltre 30 anni mi occupo di gestione e sviluppo strategico per ristoranti e hotel in Puglia, in Italia e all'estero.

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